Sinalunga-Pomezia 4-1 d.c.r. Il Pomezia fuori dai Play Off... commenta

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6 months 2 weeks ago #3 by drblood
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Il Pomezia fuori dalle semifinali. Commenta

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6 months 2 weeks ago #4 by drblood
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Premessa.
Questa è una mia personalissima critica. Non sono custode della verità assoluta soprattutto perché non frequento le stanze dei bottoni…
Per salire di categoria il Pomezia deve stravincerli i campionati.
E’ nel dna di questa piazza. Nel ’68 non c’ero quindi non posso valutare il primo salto di categoria ottenuto sul campo. Ero presente, seppur con vaghi ricordi, nel ’82 quando la cavalcata dei terribili ragazzi di mister Belardi annientò la concorrenza conquistando per la prima volta l’Interregionale (oggi serie D). Sono passato per la seconda promozione in Interregionale nell’88 con Sparacca con i gol di Paolino Mazza e Bianchini. Il famoso spareggio perso a tavolino con il Rieti con Auriemma presidente. Chi se lo dimentica. Negli anni recenti, la bandiera sventolata da Franco Mancini sulla Torre dopo aver riconquistato con sangue e sudore l’Eccellenza. Poi l’era Di Mario con le prime amarezze e poi i tanti successi, conquistati sul campo ma annullati nelle stanze dei bottoni della Fgci e nei tribunali fallimentari.
Ogni volta il Pomezia aveva una squadrone e ha dovuto lottare fino alla fine.
E’ una piazza difficile Pomezia. Difficilissima.
Bando ai ricordi e alle ciance…
Una grande società, ad ogni latitudine e categoria, per vincere ha bisogno di una struttura solida con incarichi dirigenziali distribuiti con competenza. Non credo ai settori giovanili come strumenti per vincere nell’immediato, semmai la loro importanza si consolida col tempo. Un campionato lo vinci anche senza settore giovanile: basta allestire una squadra completa e dal tasso tecnico elevato. E qui ci siamo, vista la sufficienza stiracchiata del settore giovanile del Pomezia.
Una società vincente a questi livelli è snella. Il Pomezia è un codazzo di dirigenti con una corte dei miracoli da far invidia all’impero Bizantino. Tutti sulla cresta dell’onda e tutti con diritto e privilegio di parlare pubblicamente. Su questo dovrà lavorare Alessio Bizzaglia: SNELLIRE E RAZIONALIZZARE LA MACCHINA SOCIETARIA.
Capitolo allenatore. Gagliarducci è arrivato a Pomezia coi gradi di duro e vincente. Si è costruito la squadra praticamente da solo mettendo insieme giocatori allenati altrove. Ci può stare: sono stato il primo ad avere un orgasmo dopo aver letto l’organico…
La formula ha funzionato in parte: alle prime difficoltà molti “nomi” sono spariti, schiacciati dal peso degli anni e tenuti in organico solo per il pedigree importante. A Gennaio andava fatta una rivoluzione e se si guarda sono stati proprio gli innesti (Di Ventura e Laurato) a dare una linfa al Pomezia . Sono state date troppe chance a gente che forse aveva già gettato la spugna…
Uno degli errori del Gagliarducci pre-esonero è stato quello di “appioppare” tutte le responsabilità ai giocatori. Questo lo puoi fare nello spogliatoio, ma no ripetutamente davanti a taccuini e telecamere.
Anche a livello tecnico c’è stata confusione. Esonerato Gagliarducci è arrivato D’Este che si è trovato una squadra costruita per fare il 4-2-3-1 e quindi lontanissima dalla sua filosofia di gioco. Bastava cercare un altro tecnico che magari avesse lo stesso modo di giocare del predecessore. D’Este non ha avuto la forza , il tempo e il coraggio di fare una rivoluzione tattica e diciamo anche che la dirigenza l’ha visto sempre con l’occhio sospettoso . Non ci si è fidati al 100%.
Altro errore: il reintegro di Gagliarducci con l’affiancamento di Bussi. Come a dire <<ti reintegro ma ti metto vicino la badante…>>. Il Pomezia ha fatto risultati e il “miracolo” del secondo posto, almeno in virtù di come stavano andando le cose. La mano degli allenatori c’è, ma è limitata nel fatto che ad un certo punto nello spogliatoio è stato fatto un patto tra i giocatori. Non voglio parlare di AUTOGESTIONE, ma poco ci manca.
CAPITOLO GIOCATORI. Tutti i big hanno giocato al di sotto del loro passati bioritmi. Hanno fallito tutti. Vincere i play off avrebbe riabilitato solo in parte i loro giudizi perché in fondo parlano i numeri. A livello umano li salvo quasi tutti: non posso buttare la croce contro Baylon e Martinelli che forse sono quelli che hanno dato di più così come Panella, Di Ventura e in parte Laurato. Il resto in qualche maniera ha tradito le premesse. Molti hanno pagato le scelte non proprio lucide del tecnico: vedi il valzer dei portieri o Scacchetti e Giannone, relegati troppo spesso in tribuna.
Hanno tradito anche i giovani. Ma non per scarso impegno ma per evidenti mancanze tecnico-tattiche. Questo lo scrissi a novembre. Non puoi allestire una squadra con over del Real Madrid e under della Mirandolanese.. Serve EQUILIBRIO. Spero che il Pomezia abbia una rete di osservatori anche se non ci vuole tanto a contattare per il futuro i migliori under della regione, magari pescando nelle file del Tor di Quinto, Vigor Perconti, N.Tor tre Teste e compagnia bella… Risparmiamo magari sul rimborso di un paio di big bolliti per portare a casa giovani di valore.
In conclusione resta l’amaro in bocca. Quella sensazione di vuoto. In fondo ci speravamo tutti, soprattutto per come è arrivato il secondo posto. Come una firma del destino che sul libro della D aveva scritto anche il Pomezia. Così non è andata e come si dice in questi frangenti: FA ESPERIENZA. Esperienza un par de ciufoli… dovevamo ammazzarlo questo girone e dal prossimo anno sarà sicuramente molto più dura viste le piazze importanti che in qualche modo torneranno in Eccellenza. Era un’occasione troppo ghiotta…
C’è da salvare poco in questa stagione..
Salvo i tifosi di sempre, quelli che nonostante i programmi societari e i giocatori in campo ogni domenica si siedono sugli arrugginiti spalri del Comunale e sostengono la squadra di Pomezia. Mi piacerebbe vedere il Comunale semi pieno come per il play off e no tifosi occasionali…
Salvo patron Bizzaglia. Su di lui tocca contare e ripartire…
Ad maiora. Palla a terra e non c’è n’è per nessuno! Sempre Forza Pomezia

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